I vecchi hanno facce così uguali
che a volte non distingui qual era
la natura primitiva. Sono fogli
difficili da leggere, ché la vita
non è adusa a linguaggi comprensibili
a ciascuno e scrive storie dalle trame
inattese. Dentro, soltanto il cuore
è sempre quello, lo stesso,
un po’ più pieno forse d’assenze
che si affollano ingombranti
e l’occhio affaticato, confuso
nella danza delle ombre, s’aggrappa
alle fragili pareti di un sole
che non ha colore.