titolo del libro : "LA MIA TERRA... QUANTI SEGRETI"

genere: Narrativa

autore: Francesco De Pasquale          

editore: Edizioni   Gre. Co.

prezzo: euro 15,50

A breve distanza dalla presentazione del suo primo libro”Vicende di vita paesana”, accolto molto favorevolmente dal pubblico e dalla critica, Francesco De Pasquale dà alle stampe un nuovo volume di racconti che ne è la naturale continuazione: ”La mia terra...quanti segreti”. E’ come se questo autore, dopo avere dentro di sé meditato lungamente -quasi in una sorta di sogno- una miriade di “storie” riguardanti il suo paese, risvegliandosi abbia improvvisamente sentito un’esigenza, non più contenibile, di “rivelare” tali avvenimenti in ogni loro risvolto, anche il più misterioso e nascosto, senza alcuna remora, non senza prima averli sapientemente rielaborati con l’incessante lavoro della sua validissima preparazione culturale, ricamandone l’essenza con tocchi delicati di artistica fantasia. De Pasquale, sull’immancabile sfondo del paese di Furnari e di altri luoghi ad esso collegati da vicinanza geografica ed affinità etnico-culturali, fa muovere come sul palcoscenico di una riuscita recita teatrale una gamma variegata di personaggi, fondamentalmente diversi tra loro, ognuno con la propria precisa identità e il proprio vissuto, ma sostanzialmente simili in quanto uniti da un filo invisibile che li trasforma tutti quanti nei protagonisti dei diversi episodi di una narrazione, quasi un romanzo, che trova una precisa collocazione in un’epoca passata, con un comune retroterra sociale e un messaggio da proporre al lettore. L’Autore cerca di ritrarre il vero nella sua realtà, facendo ricorso ad una prosa molto accurata, come dev’essere quella di chi racconta dei “fatti” realmente accaduti, ma per nulla monotona, addolcita e movimentata consistentemente da ampi squarci di autentica poesia, come nella luminosa descrizione di una natura, ancora incontaminata, descritta negli aspetti più particolari ed inconsueti. Gli interpreti che popolano la scena appartengono a quel “piccolo mondo antico” che sopravvive ormai nella memoria di poche persone e che rappresenta un patrimonio di esperienze di vita, con il corollario di tutti i relativi valori ed insegnamenti che non debbono assolutamente essere dispersi.Un popolo che non possiede un passato non ha storia e, pertanto, non può avere un futuro. De Pasquale, conscio di tale verità, ed animato dalla ferma volontà di preservare le vicende di cui è a conoscenza dall’arido gelo dell’oblio, con un impegno non indifferente, si fa cantore del passato, nel pieno rispetto della “tradizione” nella sua accezione più ampia (cioè il tramandare usi, costumi ed insegnamenti alle generazioni future). Anche se agiscono nell’uguale contesto di una “civiltà di campagna”, i personaggi sono molteplici, appartenenti a diversi gradi della scala sociale, ricchi, poveri, nobili e meschini, dipinti ciascuno, accuratamente, con i propri pregi e difetti, in preda alle passioni più sfrenate o dotati della saggezza più grande, animati da bontà e comprensione oppure corrosi dall’odio e dalla gelosia, timorosi di Dio e blasfemi, obbedienti alle istituzioni o sbandati oltre i confini della legalità. Gli eventi riportati da De Pasquale riflettono perfettamente la psicologia dei protagonisti dei racconti. L’intreccio delle tematiche è quanto mai vasto: raffinata sensualità, curiosità, umorismo, violenza, drammi personali, semplicità, passione, buon senso, amicizia, religiosità, amore per la famiglia, gustosi aneddoti, e così via in un’autentica saga dei sentimenti. Aleggia sempre, in ogni modo, quella particolare indolenza ed accettazione del destino che guida l’esistenza, tipiche della gente isolana, anche se la speranza di un domani migliore, grazie all’impegno ed alla volontà, non è mai completamente spenta. Non ci si annoia davvero, calandosi in una lettura scorrevole e coinvolgente. Francesco De Pasquale, con questa fatica letteraria, intrisa d’amore viscerale per la sua terra e rilucente d’orgogliosa sicilianità, offre alla nostra lettura un’opera di pregevole qualità letteraria che è, peraltro, anche un raro documento da tenere, in particolare nel tempo che verrà, nella dovuta e meritata considerazione, confermando così di possedere autentiche qualità di uomo e di scrittore.     

Giuseppe Risica