titolo del libro : "IN LUME DI NAUFRAGI"

genere: Poesia

autore: Giovanna Musolino

editore: Miano (1997) 

prezzo: £ 15.000

Giovanna Musolino, Autrice messinese, poetessa e saggista,  che -con merito- ha conquistato una posizione di tutto rilievo nel panorama, spesso confuso, della letteratura italiana contemporanea, ci offre con questa sua ultima fatica “In lume di naufragi” (Miano Editore-1997), un riuscito saggio della sua ormai consolidata bravura.Attentissima osservatrice di tutto quanto la circonda, pronta a catturare le immagini maggiormente significative che la vita continuamente presenta, profondamente versata ad accogliere i suoni ed i richiami che l’orecchio umano non riesce a percepire, la Musolino offre al lettore un percorso non facile da transitare -tanto è sapientemente elaborato- ma in grado di condurlo, se seguito con la dovuta attenzione, a tersi orizzonti di appaganti verità. Aprendo in modo totale il suo cuore, senza alcun paravento di confortanti anestesie, ne lascia scorrere liberamente un prezioso fluire di intimi sentimenti, amalgamati a rivoli di malinconiche nostalgie, stimolanti consapevoli considerazioni. Si tratta di un autentico e paziente lavoro di scavo nelle abissali profondità del vissuto che, sotto la volta pensosa di un cielo ombrato di tristezza, corroborato da un’esile e vivificatrice pioggia di speranza, alfine sfocia prepotente in un meritato “piacere della memoria”. Una memoria, beninteso, non già statica entità racchiusa in una teca di lucido cristallo, da ammirare o, peggio, commemorare in una putrescente atmosfera di sconfitta ma anzi -quasi brodo primordiale- punto di partenza imprescindibile per produrre vivifiche reazioni che scoprono nella costante della dinamicità l’essenza di una missione salvifica. Come lanciando negli oscuri regni della realtà un riflesso d’anima che, attraversando il prisma dell’esperienza, si spoglia del suo involucro protettivo di luce monocromatica, sfaccettandosi in penetranti raggi, figli diversi della medesima madre, i variegati aspetti delle emozioni vengono mostrati nella loro cruda interezza, senza remora né pietà alcuna, perché il poeta non può permettersi di essere indulgente, neppure con se stesso. Gli ossidati sigilli che incatenano l’otre sepolto nei meandri dell’umana miseria, dell’egoismo, delle convenzioni, del rifiuto, dell’autocommiserazione, di quel nascosto pensare che -spesso- si nutre della propria viltà, vengono scardinati con decisione, per liberare venti possenti, in grado di disperdere la nebbia-sipario che occulta il senso mistico e concreto di ogni attimo che, per il solo fatto di essere stato vissuto, trova giusta collocazione in sfere di catartica rivelazione sul palcoscenico dell’umana vicenda. La voce del passato con le sue suggestioni, un passato che approfonda le affamate radici in pieghe di epoche dense di mitiche tonalità, guida con matura sicurezza il cammino della Musolino, nutrendola con la certezza di essere stata già presente in siti ed atmosfere mediterranee che si sono evolute nel loro incessante divenire, mantenendo peraltro il ruolo di fonte inestinguibile alla quale dissetarsi, imbevendosi di un modo di pensare e di essere che fortemente appartiene alle nostre origini. Luoghi e genti della sua terra, figlia-madre dell’Ellade generatrice, vengono trasfigurati in un susseguirsi ininterrotto di figure che trovano sostentamento e ragione di esistere nel continuo ritorno da un tempo mai dimenticato, ribollente di energie e pensieri. Profili pensosi di antichi guerrieri, sapienti ombre di filosofi, danze rituali di sacerdotesse si confondono -senza confondere- nella rappresentazione di tradizioni dense di valenze altrimenti destinate all’oblio. Di rara efficacia la descrizione della natura, palpitante e persino tangibile nei suoi multiformi aspetti, incarnazione spontanea degli impetuosi moti dell’animo umano cui sembra assistere quasi pienamente partecipe. Fa da cauto sfondo - ma anch’esso partecipe protagonista- l’Eden perduto del microcosmo architettonico di una cultura popolare, trasudante cicliche impressioni percepite nel trascorrere dei giorni, consapevolmente umana, con la sua tranquilla quotidianità, intessuta su codici di semplicità, onore e saggezza. Giovanna Musolino, conscia del vasto ruolo che le appartiene, dilata lo spazio delle sue suggestive meditazioni a tematiche di notevole rilevanza sociale e storica, in quanto comprende che l’identità dell’individuo necessita di precisi punti di riferimento su cui, inoltre, potere fare leva onde sollecitare quei mutamenti che il poeta auspica e stimola, teso all’utopia del rinnovamento globale della comunità, nel rispetto -sempre- di valori eterni. La Fede, come nelle migliori tradizioni della poetica isolana, riveste un ruolo fondamentale e si affaccia discreta nel suo verseggiare, presenza celata ma evidente, che nasce da logiche interiori miranti al trascendente, al raggiungimento di risposte a domande senza limiti, fino al superamento dei dolorosi confini della morte, dramma ineluttabile eppure serenamente accettato. Straordinaria è la musicalità delle liriche che la Musolino, con naturale perizia, poggiandosi sopra solide fondamenta culturali, per mezzo di un uso completo delle risorse consentite alla parola, riesce ad elevare alla solennità di vero e proprio canto. Non si scoprono cedimenti di ritmo, nemmeno quando la tensione artistica ed esistenziale è al massimo dell’intensità. Pur seguendo canoni stilistici rassicuranti, è evidente il raggiungimento di una spiccata originalità che la porta all’emancipazione dai Maestri che, in qualche modo, hanno stimolato il suo naturale senso artistico. Concludendo, si può affermare con certezza che la poesia di Giovanna Musolino, nella sua costante crescita, si muove per un -non comune- itinerario ad andamento verticale che, partendo dall’uomo-terra ascende verso l’assoluto-cielo, superando ogni riduttiva dimensione spazio-temporale in quanto, germina sicura dal passato, cresce prepotente nel presente ed anela alla fioritura perenne nel futuro.  

  Giuseppe Risica