FAUSTA GENZIANA LE PIANE
parole
ed immagini

In occasione della cerimonia di premiazione dei partecipanti alla seconda edizione del concorso letterario “Mediterraneo”, svoltosi nei giorni scorsi a Tonnarella, ho incontrato la vincitrice della sezione lingua italiana, Fausta Genziana Le Piane, e mi è sembrato opportuno porle alcune domande sulla poesia. Fausta Le Piane è nata a Nicastro, ma vive e lavora a Roma da moltissimi anni. Laureata in Lingue e Letterature straniere, ha insegnato francese per vari anni in scuole medie e superiori. Ha curato parecchi testi scolastici per alcune case editrici romane. Collabora con diversi quotidiani e riviste di settore. Con una serie di collage, ha partecipato alle esposizioni Arte Donna 1999 e Feronia 2000. “Incontri con Medusa” è il suo primo libro di poesia, che ha trionfato con la seguente motivazione: “ La piacevole silloge di Fausta Genziana Le Piane, costituisce un esempio pregevole di come la sapiente costruzione dei versi si possa sposare ad una straordinaria espressione di significati, come in un riuscito mosaico policromo. L’Autrice, alla continua, tormentata ricerca di indispensabili stimoli che diano un senso concreto all’incerto brancolare del vivere quotidiano, si scopre -in fondo- alla ricerca di se stessa. Nelle sue liriche inquiete, le suggestive immagini che si susseguono incessanti e spesso lacerate dagli artigli taglienti del dolore, mostrano al lettore più attento due grandi ali, che sospingono la sua anima lontano dalle prigioni di ogni luogo e oltre i veli di qualsiasi inganno; non in fuga dal mondo, bensì in volo verso un cielo limpido e sincero, lontano forse ma non irraggiungibile”. Personaggio apparentemente estroverso e in grado di suscitare una spontanea simpatia, Fausta è in effetti una donna semplice e un Artista ricca di umiltà. Le ho chiesto di parlarmi della poesia e del collegamento tra la stessa e il mondo delle immagini. “C’è un’anima segreta delle cose ed è compito dell’Artista scoprirne l’autentica essenza” , dice convinta Fausta, “oggetti abbandonati, emozioni vissute, possono acquisire una nuova vita, espandendosi oltre i limiti dell’apparenza; la realtà non è quella che ci si rivela, in quanto è nascosta, sfuggente”. “Parole ed immagini sono talmente legate che è impossibile dire chi tra le due nasca per prima. La parola genera l’immagine e l’immagine è punto d’avvio per la parola. Fare poesia è come fare un collage perché entrambi scompongono il mondo e lo ricompongono, secondo leggi di tempo e spazio proprie della creatività artistica”. Il sogno nel cassetto? “ Vivere in aperta campagna, in mezzo a piante di ogni tipo, palme in particolare, in pace con me stessa”. Mi piace immaginarla così Fausta Genziana, col suo dolce sorriso e lo sguardo appena velato di malinconia, assorta a contemplare l’infinito, ascoltando i misteriosi respiri del vento e i palpiti generosi della natura, assaporando pienamente le sensazioni molteplici che tutto ciò fa serenamente sorgere dentro la sua anima.
Giuseppe
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