LUIGI  FONTANELLA

 

 

 

“Nomade della Poesia”

 

Luigi Fontanella è uno dei personaggi più originali ed affascinanti che mi è stato dato di incontrare nel mondo della letteratura contemporanea. Ho avuto modo di conoscerlo, ed apprezzarlo, durante un suo soggiorno in Sicilia, in occasione di una bella manifestazione culturale svoltasi nel Castello medievale di Santa Lucia del Mela, quando, insieme al noto scrittore Melo Freni, ha parlato di Poesia, con rara competenza ed enorme umiltà (dote, questa, non comune, che appartiene solo ai Grandi), carpendo l’attenzione completa di un pubblico variegato, letteralmente avvinto dall'incredibile forza espressiva e dall’erudita semplicità del suo linguaggio. Fontanella è nato a San Severino (Salerno) nel 1943, e trascorre il suo tempo tra Roma, in una piccola casa disegnata a sua misura, incastonata nel verde dei Castelli, e gli Stati Uniti d’America, dove insegna, stimatissimo ed amato dai suoi numerosi studenti, Lingua e Letteratura Italiana presso l’Università Statale di New York. Da sempre la Letteratura è stata la sua autentica ragione di vita, in particolare quell’Arte sublime che è la Poesia, la quale ha esercitato, precocemente, un incessante richiamo, musicale e doloroso, al quale non ha saputo né voluto resistere. E’ stato corrispondente culturale della RAI, preciso e puntuale, dal 1982 al 1987. Attualmente collabora attivamente con le pagine letterarie di alcuni importanti giornali nazionali e con “America Oggi”, il quotidiano in lingua italiana più diffuso negli Stati Uniti. Dirige, con saggezza ed entusiasmo insieme, la nota rivista internazionale di poesia “Gradiva” e l’I.P.S.A. (Italian Poetry Society of America). L’intensa attività divulgativa, espressa, sotto forma di saggi di notevole valore critico, e tramite il suo incessante proporsi come una sorta di “Ambasciatore della Poesia”, pronto a recare in ogni parte del globo la voce immortale dell’Ars poetica, e a coglierne i fiori dispersi (troppo spesso nascosti da sovrabbondanti erbacce) che ovunque sorgono spontaneamente, non gli ha impedito, però, di dedicarsi, con eccellenti risultati, alla scrittura creativa, sia sotto forma d’interessanti romanzi, sia, in particolare, nella più prolifica creazione lirica. E’ un Poeta assai sensibile, Fontanella, perfettamente in grado di emozionarsi e di emozionare con la magia e la consapevolezza dei suoi versi, col cuore pulsante di vita, l’anima carezzata dai ricordi e lo sguardo profondo rivolto verso il futuro. Nella coinvolgente produzione poetica è rappresentata, in modo perfetto, la sua vera dimensione umana, a garanzia di una genuinità ammirevole, assai distante da un certo poetare manieristico e, fondamentalmente, artificioso. Numerosi riconoscimenti prestigiosi hanno, in qualche modo, sancito la sua rilevante valenza poetica, ricordiamo, tra gli altri, il Premio “Ragusa”, il Premio “Orazio Caputo” e il “Circe Sabaudia” nel 2000. Recentemente, ai molti ed apprezzati libri pubblicati si è aggiunta la sua ultima fatica, “Azul” (Archinto, 2001), una sorta di sintesi della sua vita da coraggioso girovago, opera che espone sotto forma di poesie dallo stile consolidato e pregevolmente armonico, preziosamente in equilibrio tra fascinosi echi neoclassici e fresca modernità, vari, fondamentali momenti del suo percorso terreno. Le pagine del magnifico volume sono intrise di atmosfere profonde, impetuoso sentimento, lieve malinconia, luci sfumate di memorie, stati d’animo contrastanti, intime visioni, immagini sfolgoranti e tant’altro ancora; in definitiva, evidenziano le molteplici tappe di un difficile viaggio introspettivo, uno specchio reale della sua ricchissima interiorità di Uomo e di Poeta. Luigi Fontanella, nomade della poesia, in perenne viaggio (o è meglio dire in volo?) per rotte non sempre agevoli da percorrere, tra cori di voci diverse e realtà mai uguali, squarci di sereno e immani tempeste, incarna in modo netto, quasi inequivocabile, la figura di Ulisse e il suo assiduo peregrinare, che probabilmente mai avrà fine, alla ricerca della Conoscenza, e, forse, in definitiva, di se stesso.

 

Giuseppe Risica