PINELLA
IMBESI
i tanti volti
di una pittrice intimamente mediterranea
Pinella Imbesi è un'artista che è nata con la pittura
nel sangue. Non ha avuto folgorazioni improvvise, in quanto sin dalla prima età
ha manifestato questa genetica predisposizione emergendo in parecchi concorsi di
disegno. Ha certo influito l’atmosfera familiare e gli stimoli forniti dal
padre, apprezzato musicista di professione. In seguito raffinando, con ferrea
volontà e consistente impegno nello studio, la sua istintiva tecnica ha
raggiunto ottimi risultati di critica e pubblico, ottenendo prestigiose
affermazioni in Italia ed all'estero.
La Imbesi, pittrice già abbastanza matura ma in costante
evoluzione -come si conviene ai veri artisti- trasferisce sulla tela, senza
apparente difficoltà, con disarmante spontaneità, le molteplici sfaccettature
della sua personalità, così intimamente isolana.
Nella ammirata produzione paesaggistica, immagini della
sua Sicilia, colte con spontanea naturalezza dai suoi occhi attenti ad ogni
particolare, fortemente nostalgiche, ambrate di silenzi e colori densi di
dolcissima malinconia, accarezzano lo sguardo senza ferirlo, evocando la
tranquillità consolatrice del ricordo.
La Natura, nei suoi dipinti, non è il relitto nauseante
che -purtroppo- oggi conosciamo, soffocato dai rifiuti e stritolato da
tentacoli di cemento, bensì
la fugida divinità del passato che ritorna a percorrere -con passo
leggero- le ampie strade che le appartengono, accesa da pause di luci interiori
calde ed appaganti. Vi è un profumato alito di vita che, tra lievi stormir di
foglie, allontana i grevi miasmi che annullano la luce ed opprimono il senso di
libertà proprio della nostra terra. Aleggia ovunque quel senso di femminilità
che rappresenta -in qualche modo- il richiamo edenico ad un paradiso perduto e
conservato gelosamente nei recessi dei sogni.
Più recentemente, proseguendo la sua elaborata e -oserei
dire- necessaria ricerca interiore, la Imbesi sta abbracciando con romantica
passione nuove tematiche.
Appare l'elemento acqua nelle sue varie espressioni:
fiumi, laghi, cascate e soprattutto mari. Ciò assume, senza dubbio, il
significato di una sorta di viaggio a ritroso , come a volere ritrovare le
sensazioni tipiche dell'ancestrale protezione del liquido amniotico, sempre
presente nel subconscio individuale e collettivo. Un ritorno alle radici
primordiali dell’esistenza, alla immensa verginità di liquide molecole
danzanti nell’infinito .
Nel contempo, l'acqua con le sue molecole in continuo movimento, vera "vis
dinamica" che la pittrice sa rendere con impressionante efficacia,
costituisce un mezzo di catarsi dalle scorie psichiche che ci si attaccano
addosso senza tregua ogni giorno, mascherando l’autentica identità della
nostra anima.
Fanno la loro timida comparsa esseri umani ritratti, senza
ricorrere ad artifizi formali, nelle plastiche
posture di sofferta naturalezza che, sempre, scorgiamo nel dolore degli altri e
che, in fondo, è solo lo specchio in cui contemplare noi stessi. Stimolo
insostituibile a quella meditazione personale che, al di là della bellezza
apparente, costituisce lo scopo più genuino di un'opera d'arte degna di questo
nome
. Considerazioni a parte meritano quei quadri
che -a mio modesto parere- rappresentano per Pinella Imbesi una autentica
pietra miliare, l'orientamento artistico forse definitivo e dagli sviluppi
imprevedibili.
L'Artista, inoltrandosi in atmosfere oscillanti tra il
metafisico ed il surreale -con autorevole padronanza tecnica e rivolgendosi ad
oculate cromie mediterranee, impreziosite dal fascino di tonalità quasi
crepuscolari- crea figure emblematiche della purezza classica, rielaborate
secondo la propria intensa visione introspettiva, collocandole in contesti
ambientali segnati dall'esistenzialismo contemporaneo, acquisendo così una
forte carica simbolica. La valenza salvifica del messaggio artistico -
psicologico è accresciuta dagli
echi di un coinvolgente lirismo senza tempo, in grado di condurre l'osservatore
in un piacevole volo oltre lo sbiadito confine della realtà.
Si percepisce nettamente la piena consapevolezza del senso
dell'esistere. Il volto dell'animo deformato e reso quasi illeggibile dalle
sofferte esperienze della vita torna ad essere una "tabula rasa",
purissima, nel segno di una innocenza primordiale che niente può più scalfire
: sereno nella sofferenza, pulito nella melma, compatto nella disgregazione,
riverberante lampi di speranza nelle grigie nebbie del dramma.
E il Mare, sempre il Mare a circondare ogni cosa, con il
suo mistico abbraccio senza fine dal movimento instancabile e purificatore,
divina energia, eterna metafora di rinascita da ogni morte, del corpo e dello
spirito.
Giuseppe
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