MARIA INGA
una poesia che va verso l'oltre
Maria Inga è una poetessa di Messina che, pur scrivendo dall’età della ragione, soltanto da un tempo relativamente breve ha cominciato ad esternare questa sua splendida qualità, ottenendo rapidamente significative affermazioni in diversi premi letterari. Sebbene le sue liriche siano intrise d’atmosfere mediterranee, nelle quali evidente appare il respiro immortale del mito (l’influenza della terra nativa si fa giustamente sentire), difficile ne appare la collocazione precisa, tese come sono ad un’universalità che si estrinseca sia nei contenuti sia nella costruzione del verso. Movendo da percezioni che traggono energia ispirativa non solo dal proprio ricco patrimonio psicologico-esistenziale, ma anche dai mistici regni del trascendente, la Inga intesse un discorso non sempre d’immediata comprensione, ma che, dopo attenta meditazione e rilettura, si staglia evidente in tutta la sua importanza, basata su significati eterni tesi al raggiungimento di evidenze che appaiono quasi naturali, considerando la spiritualità che contengono. V’è un tentativo di recupero di quella divinità primordiale che apparteneva all’uomo in origine, tramite catalizzatori indispensabili quali i sentimenti, i legami di sangue, le passioni, l’acquisizione di stimoli immaginifici ed onirici, in definitiva di tutto ciò che concerne la sfera delle emozioni, nell’accezione più vasta del termine. E’ un viaggio, quello intrapreso dalla poetessa, del quale non conosciamo la data d’inizio né il luogo, velato com’è di mistero e di una incessante sovrapposizione simbolica, di una magia sottile, di una sacralità che pervade le parole. Ogni verso è disposto in modo perfettamente adeguato al messaggio che l’autrice vuole proporre, conferendo un’armonia ed una musicalità che impreziosiscono, senza snaturarla la cifra stilistica delle sue composizioni poetiche, la cui magnifica fluidità, come di un rivo che si insinua dolcemente nelle vastità del mare, serbando la memoria della pioggia che fu un tempo, non viene rallentata nemmeno quando sono affrontate le tematiche più aspre. Nell’attesa di una pubblicazione che sia la prima pietra di un edificio che immaginiamo in grado di resistere alle ingiurie del tempo, non ci resta che augurare a Maria Inga, le fortune letterarie che senz’altro merita, anche se lo scopo fondamentale della sua poetica va più in là, teso com’è verso l’assoluto, l’oltre.
Giuseppe
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