FRANCO NATALE

pittura di luce e di memorie  

 

Franco Natale è un artista di valore, che ha dedicato gran parte della sua vita all’Ars pittorica, con impegno ed entusiasmo, mosso da pulsioni interiori che sorgono veementi da un cuore pulsante di vitalità e sentimento purissimo. Dalla sua splendida Galati Mamertino, arroccata come un’aquila sull’aspra bellezza dei monti Nebrodi, per mezzo del chiarissimo linguaggio della pittura, egli diffonde in tutto il mondo il suo importante progetto artistico ed esistenziale, con l’entusiasmo mai domo di un bambino e la solenne saggezza del Maestro. Natale sa ben fondere, in un inscindibile connubio, l’estrema purezza di un consolidato stile pittorico con l’appagante pienezza di precisi contenuti, lanciando un fondamentale messaggio che sembra sorgere spontaneamente dalla tela, e che raggiunge rapidamente l’anima, inondandola quietamente d’emozioni intense. E’ uno sguardo maturo il suo, che si posa lieve sulle ispide pieghe del mondo in cui vive, e s’approfonda deciso oltre la superficie del visibile, percorrendo con attenzione i sentieri che conducono direttamente ai recessi del subconscio, rivelando significati celati ai più. Nel contesto di uno straordinario cromatismo mediterraneo, scorci di natura incontaminata, di un mondo lontano intriso di verità e di saggezza, riverberano una luce sfolgorante di memorie, che non ferisce gli occhi, facendo udire, nello stesso tempo, una voce possente e senza tempo. Ammirando le tele di Natale, si ha la netta sensazione di trovarsi pienamente inseriti nel contesto dei dipinti, a respirare aria ancora pura, passeggiando per tranquille strade di campagna, rapiti dal fascino immutato di vecchie case colme di magia e di vicende da narrare, in contemplazione della gente dei campi, ritratta in momenti di semplicità e dignitoso agire. V’è, in questa sorta di Eden, accanto alla serenità, un senso di vaga malinconia, quasi una soffusa angoscia che non sconfina l’accettazione convinta dei disegni misteriosi del destino; caratteristiche che, a pieno titolo, fanno parte del patrimonio genetico della gente del sud. Sono ritratti quasi sempre di spalle, le donne e gli uomini di Franco Natale, perché non ha senso voltarsi verso il passato ed i suoi dolori, ma è giusto e doveroso andare sempre avanti, anche se il passo talvolta è greve e l’orizzonte assai lontano: e se la testa, solenne, si volge appena, verso lo spettatore, mostra unicamente un discreto sguardo di sbieco, come un tacito invito, uno spiraglio aperto alla speranza.

  Giuseppe Risica