ULISSE

Circonvoluzioni di sale

disegnano di onde

le pareti ardite del mio cuore

di legno mentre il vento,

che rapisce il grido

dei gabbiani, mi lancia

spavaldo nuove sfide.

 

Non temo l’ira degli dèi

che nell’Olimpo invecchiano

e cerco lusinghe di sirene

per nutrire il mio tempo

che sfugge come acqua

dalle dita serrate.

Voglio trovare il luogo

dove il giorno si giace

con la notte e nel silenzio

ogni cosa si compie

poi, ciò che resta spenderò

nell’attesa che Penelope

sciolga la sua treccia.

 

(da “Mare dentro Mare”, Calabria Ed. 1998)